Francesca Arca/ maggio 25, 2016/ Musica/ 0 comments

La musica ritrova il talento di Max Atzori. Come due amici di vecchia data che si perdono di vista pur continuando silenziosamente a volersi bene, il cantautore e la scrittura musicale si erano un po’ allontanati. Accade però che ritrovandosi ci si getti l’uno nelle braccia dell’altro e si ricominci a procedere nella stessa direzione. In questo modo nasce “Non ho paura” primo album da solista di Max Atzori dopo la fortunata esperienza con i Pagan Place e altre collaborazioni nel corso degli anni. «Mi sono fermato per molto tempo – ha detto Atzori ai nostri microfoni – l’idea di questo album nasce quasi come una sfida grazie a Manuela Gambella, la mia prodruttrice. Inizialmente non ero convinto ma poi le canzoni sono saltate fuori quasi dal nulla.» Un lavoro emotivamente importante che ha avuto inizio con la stesura di un brano dedicato a Davide Sanna,  fraterno amico dell’autore e batterista dei Pagan Place, scomparso prematuramente per un incidente sul lavoro. “Una lettera per te” racchiude infatti tutto il tumulto che si prova davanti ad un evento che non può che segnare l’animo di un amico. Quasi come un flusso di coscienza continuo “Non ho paura” racconta la vita di Max Atzori. La sensibilità del cantautore si alterna alle influenze musicali proprie del grande rock anni ’70 con l’originalità di una storia intensa da raccontare.  Avvalendosi della collaborazione di ottimi musicisti Max Atzori si riappropria dell’elemento che gli è più consono, tornando in questo modo ad esprimere con completezza un lato di sè solo temporaneamente sopito.  Il brano “Se tu…(vuoi restare sola)” viene anticipato da un video per la regia di Ennio Cosma Solinas che vede come protagonista lo stesso Atzori e Rosathea Cossu, ottima fotografa che si è anche occupata della copertina dell’album e delle splendide immagini interne. Max Atzori ci ha voluto regalare una interessante guida all’ascolto di questo suo primo lavoro da solista che noi siamo certi sarà solo l’avvio per molto altro a venire.

Francesca Arca     ©Riproduzione riservata

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